Convertire il biogas in biometano: quando conviene

Per un impianto che esce dall'incentivo elettrico, convertirsi a biometano significa raffinare il gas fino alla qualità della rete e immetterlo, invece di bruciarlo per produrre elettricità. È spesso l'opzione che permette di continuare a generare ricavi dopo l'incentivo, ma è una decisione di capitale: la riconversione completa si misura in milioni e la fase di ammissione al sostegno PNRR si è chiusa nel giugno 2026. Chi ha un accordo di concessione realizza ora l'impianto nei termini; chi non lo ha valuta la conversione sui fondamentali. Non conviene a ogni impianto: contano prima l'idoneità, poi i conti.

L'idoneità in sintesi
Requisito di idoneità
Cosa serve
Perché decide la fattibilità
Taglia e assetto dell'impianto
Cosa serveScala e configurazione adatte a ospitare l'unità di upgrading
Perché decide la fattibilitàSotto una certa taglia il costo per Smc/h prodotto non rientra
Matrici in ingresso
Cosa serveApprovvigionamento continuo e tracciabile, meglio se scarti e sottoprodotti
Perché decide la fattibilitàLe matrici di scarto aprono la tariffa più alta del biometano avanzato
Distanza dalla rete del gas
Cosa servePunto di immissione raggiungibile a costo di allacciamento sostenibile
Perché decide la fattibilitàLa connessione da sola può rendere marginale un progetto solido
Capacità di investimento
Cosa serveCopertura della quota non finanziata dal contributo PNRR (fino al 40%)
Perché decide la fattibilitàLa riconversione completa si misura in milioni di euro
Termini di realizzazione
Cosa serveEsercizio entro circa due anni dall'accordo di concessione, orizzonte 2028
Perché decide la fattibilitàVale per chi ha l'accordo: l'ammissione si è chiusa a giugno 2026

I nodi della conversione

Superata l'idoneità di massima, la convenienza si gioca su pochi nodi, che analizziamo sui numeri reali dell'impianto.

Upgrading e immissione in rete

Alla digestione anaerobica si aggiunge l'unità di upgrading, che rimuove CO₂ e impurità e porta il gas alla qualità della rete. La sola unità di upgrading si colloca nell'ordine di 1–2,5 milioni di euro, mentre la riconversione completa di un impianto agricolo si misura in milioni. È il capitale che il ritorno deve giustificare. La cifra dipende dalla scala e dall'assetto dell'impianto di partenza.

Connessione alla rete del gas

La distanza dal punto di immissione e il costo dell'allacciamento incidono in modo diretto sulla fattibilità e vanno verificati per primi. Con la rimodulazione ARERA una parte dei costi di connessione resta a carico del produttore. È la variabile che più spesso rende marginale un progetto altrimenti solido, quindi va verificata prima dei conti di dettaglio.

Incentivo PNRR

Il sostegno è gestito dal GSE come sovvenzione: un contributo in conto capitale sulle spese ammissibili, entro massimali, più una tariffa sull'energia immessa per quindici anni. La fase di ammissione si è chiusa nel giugno 2026 e nessuna nuova finestra è stata annunciata: chi ha l'accordo di concessione mantiene il sostegno rispettandone i termini. Le matrici di scarto rientrano nel biometano avanzato, più premiato nel modello economico. Approfondimento nella pagina incentivi biometano.

Tempi e realizzazione

La finestra degli accordi di concessione si è chiusa nel giugno 2026: da ciascun accordo decorrono circa due anni per l'entrata in esercizio, con orizzonte reale intorno al 2028. Permitting, connessione e costruzione vanno tenuti dentro quei termini, perché un ritardo può far decadere il sostegno. Per chi non ha un accordo, la convenienza si valuta sui fondamentali: garanzie di origine, mercato del gas rinnovabile e confronto con il BIO-PMG.

Matrici e sostenibilità

Disponibilità, continuità e tracciabilità delle matrici determinano sia la resa sia l'accesso alla categoria del biometano avanzato, prodotto da scarti e sottoprodotti e remunerato meglio. È un tema da chiudere prima dell'investimento, perché condiziona il conto economico per tutta la vita dell'impianto.

Business plan e valore oltre l'incentivo

Contributo, tariffa, costi di esercizio e valore di lungo periodo, dalle garanzie di origine al mercato dei trasporti, decidono la bancabilità. Costruiamo e mettiamo alla prova i conti, perché è ciò che una banca o un investitore guarda prima di impegnarsi e perché oltre i quindici anni resta il valore di mercato del gas rinnovabile.

Cosa guardiamo per decidere

Alla fine la conversione conviene o no per pochi motivi di fondo.

Convenienza rispetto al BIO-PMG

Quanto rende convertire rispetto a restare in remunerazione minima, su un orizzonte di più anni.

Bancabilità

La solidità di conti, contratti e coperture che rende il progetto finanziabile.

Rischio tempi e decadenza

La probabilità concreta di rispettare i termini del sostegno senza perdere l'incentivo.

Valore oltre l'incentivo

Cosa resta dopo i quindici anni: garanzie di origine e mercato del gas rinnovabile.

Dai nostri rilievi

Ortofoto aerea di un impianto biogas con digestori, vasche e platea della biomassa
Ortofoto di rilievo: impianto biogas
Prospetto CAD di un impianto biogas ricavato dal rilievo: digestori e coperture
Prospetto CAD da rilievo

Come affianchiamo

Conduciamo la valutazione tecnico-economica della conversione, verifichiamo idoneità e tempi e, se l'operazione procede, ne accompagniamo la realizzazione fino all'esercizio, presidiando i termini del sostegno per chi ha un accordo di concessione, con lo stesso gruppo che ha condotto la valutazione.

Parliamone

Una prima lettura della conversione.

Raccontateci com'è fatto l'impianto: taglia, matrici, distanza dalla rete del gas. Vi rispondiamo con una prima lettura tecnica ed economica, in forma riservata, che inquadra fattibilità e convenienza della conversione.